Come crescere 10 anni in 10 minuti [7 punti di vista illuminanti]

E’ proprio cosi?…

La prima volta che ho letto queste parole e’ quello che ho provato, sul serio…

Il primo passo verso la libertà è la consapevolezza. Dobbiamo conoscere il problema, per poterlo risolvere. 

Don Miguel Ruiz – I 4 accordi

Queste storie, citazioni, racconti e poesie non parlano di un argomento solo, si concentrano su diverse aree della nostra vita come relazioni, salute, potere personale, amore. Insieme sono una forza.

Mi sono state molto utili lungo il mio percorso, mi hanno aperto gli occhi e spinto a crescere – spero portino valore anche a te.

1.) Il corpo grida quello che la bocca tace

Questa citazione di Alejandro Jodorowsky mette in evidenza il fatto che la malattia ed i suoi sintomi non sono altro che “semafori” – segnali d’allarme che dovremmo ascoltare e cercare di comprendere, ma i quali spesso “spegniamo” con pillole e altre dannose soluzioni a breve termine:

Il raffreddore “cola” quando il corpo non piange…
Il dolore di gola “tampona” quando non è possibile comunicare le afflizioni.
Lo stomaco “arde” quando le rabbie non riescono ad uscire….
Il diabete “invade” quando la solitudine duole.
Il corpo “ingrassa” quando l’insoddisfazione stringe.

Il mal di testa “deprime” quando i dubbi aumentano.
Il cuore “allenta” quando il senso della vita sembra finire.
Il petto “stringe” quando l’orgoglio schiavizza.
La pressione “sale” quando la paura imprigiona.
Le nevrosi “paralizza” quando il bambino interno tiranneggia.

La febbre “scalda” quando le difese sfruttano le frontiere dell’immunità.
Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega.
Il cancro “ammazza” quando ti stanchi di vivere.

Ed i tuoi dolori silenziosi? Come parlano nel tuo corpo?

La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino. Mi sembra bello condividere questo messaggio:

LA STRADA PER LA FELICITÀ NON È DRITTA

Esistono curve chiamate Equivoci Esistono semafori chiamati Amici, Luci di precauzione chiamate Famiglia

E tutto si compie se hai:

– Un cerchione di risposta chiamato Decisione
– Un potente motore chiamato Amore
– Una buona assicurazione chiamata Fede
– E abbondante combustibile chiamato Pazienza

2.) Una breve storia tratta dal libro “Il potere di Adesso” di Eckhart Tolle 

“Un mendicante se ne stava seduto sul ciglio di una strada da più di trent’anni. Un giorno un tale gli passò accanto.

“Hai qualche spicciolo?” mormorò il mendicante, tendendo meccanica- mente il suo berretto da baseball.

“Non ho niente da darti” rispose lo sconosciuto. Poi chiese: “Su che cosa sei seduto?”.

“Non è niente” rispose il mendicante, “solo una vecchia scatola. Ci sono seduto sopra da sempre.”

“Non hai mai guardato dentro?” chiese lo sconosciuto.
“No” rispose il mendicante. “A che pro? Tanto non c’è niente dentro.”

“Dacci un’occhiata” insistette lo sconosciuto.

Il mendicante riuscì a sollevare il coperchio e con meraviglia, incredulità e gioia vide che la scatola era piena d’oro.

Ecco, io sono quello sconosciuto che non ha niente da darti e che ti sprona a guardare dentro.

Non in una scatola, come in questa parabola, ma in un posto molto più vicino: dentro di TE.

“Ma io non sono un mendicante” ti sento ribattere.

Coloro che non hanno ancora trovato la vera ricchezza, che è la gioia radiosa dell’Essere e la profonda pace incrollabile che ne deriva, sono mendicanti, anche se possiedono una grande ricchezza materiale.

Cercano all’esterno brandelli di piacere o appagamento, conferme, sicurezza o amore, quando dentro di loro possiedono un tesoro che non solo comprende tutte queste cose, ma è infinitamente più grande di qualsiasi opportunità possa offrire il mondo.”

3.) Lettera al figlio – Rudyard Kipling

Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;

Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;

Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”.

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E – quel che è di più – sei un Uomo, figlio mio!

 

4.) Lettera “Ci Hanno Fatto Credere” John Lennon

Ci hanno fatto credere che l’amore, quello vero, si trova una volta sola, e in generale prima dei trent’anni. Non ci hanno detto che l’amore non è azionato in qualche maniera e nemmeno arriva ad un’ora precisa.

Ci hanno fatto credere che ognuno di noi è la metà di un’arancia, che la vita ha senso solo quando riusciamo a trovare l’altra metà. Non ci hanno detto che nasciamo interi, che mai nessuno nella nostra vita merita di portarsi sulle spalle la responsabilità di completare quello che ci manca: si cresce con noi stessi. Se siamo in buona compagnia, è semplicemente più gradevole.

Ci hanno fatto credere in una formula chiamata “due in uno”: due persone che pensano uguale, agiscono uguale, che solamente questo poteva funzionare. Non ci hanno detto che questo ha un nome: annullamento. Che solamente essere individui con propria personalità ci permette di avere un rapporto sano.

Ci hanno fatto credere che il matrimonio è d’obbligo e che i desideri fuori tempo devono essere repressi.

Ci hanno fatto credere che i belli e magri sono quelli più amati, che quelli che fanno poco sesso sono all’antica, e quelli che invece ne fanno troppo non sono affidabili, e che ci sarà sempre un scarpa vecchia per un piede storto! Solo non ci hanno detto che esistono molte più menti “storte” che piedi.

Ci hanno fatto credere che esiste un’unica formula per la felicità, la stessa per tutti, e quelli che cercano di svincolarsene sono condannati all’ emarginazione. Non ci hanno detto che queste formule non funzionano, frustrano le persone, sono alienanti, e che ci sono altre alternative.

Ah, non ci hanno nemmeno detto che nessuno mai ci dirà tutto ciò.

Ognuno di noi lo scoprirà da sè. E così, quando sarai molto innamorato di te stesso, potrai essere altrettanto felice, e potrai amare qualcuno.

5.) Lettera – Scritta da una nativa americana della tribù degli Oriah nel 1890 “Non mi interessa – voglio sapere…”

Non mi interessa quanti anni hai, voglio sapere se ancora vuoi rischiare di sembrare stupido per l’amore, per i sogni, per l’avventura di essere vivo.

Non voglio sapere che pianeti minacciano la tua luna, voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore, se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita, o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.

Voglio sapere se puoi sederti con il dolore, il mio o il tuo, se puoi ballare pazzamente e lasciare l’estasi riempirti fino alla punta delle dita, senza cautela, senza realismo e senza pensare alle limitazioni degli esseri umani.

Non voglio sapere se la storia che mi stai raccontando sia vera, voglio sapere se sei capace di deludere un altro per essere autentico a te stesso, se puoi subire l’accusa di un tradimento e non tradire la tua anima.

Voglio sapere se sei fedele e quindi di fiducia.

Voglio sapere se sai vedere la bellezza anche quando non è bella tutti i giorni, se sei capace di far sorgere la tua vita con la tua sola presenza.

Voglio sapere se puoi vivere con il fracasso, il tuo o il mio, e continuare a gridare all’argento di una luna piena.

Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai, mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore, triste o spaccato in due, e fare quel che si deve fare per i bambini.

Non mi interessa chi sei, o come hai fatto per arrivare fin qui, voglio sapere se sapresti restare in mezzo al fuoco senza retrocedere.

Non voglio sapere cosa hai studiato, o con chi o dove, voglio sapere cosa ti sostiene dentro, quando tutto il resto non l’ha fatto.

Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso, e se veramente ti piace la compagnia che hai in quei momenti vuoti.

6.) Quando ho cominciato ad amarmi davvero – Kim McMillan (attribuita a Charlie Chaplin)

“Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che la sofferenza e il dolore emozionali sono solo un avvertimento che mi dice di non vivere contro la mia verità. Oggi so che questo si chiama autenticità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito com’è imbarazzante aver voluto imporre a qualcuno i miei desideri, pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta, anche se quella persona ero io.

Oggi so che questo si chiama “rispetto”.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di desiderare un’altra vita e mi sono accorto che tutto ciò che mi circonda è un invito a crescere.

Oggi so che questo si chiama “maturità”…

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho capito di trovarmi sempre ed in ogni occasione al posto giusto nel momento giusto e che tutto quello che succede va bene.

Da allora ho potuto stare tranquillo. Oggi so che questo si chiama “stare in pace con se stessi”.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di privarmi del mio tempo libero e di concepire progetti grandiosi per il futuro.

Oggi faccio solo ciò che mi procura gioia e divertimento, ciò che amo e che mi fa ridere, a modo mio e con i miei ritmi.

Oggi so che questo si chiama “sincerità”.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene:
persone, cose, situazioni e tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso…

all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”… ma oggi so che questo è “amore di sé”.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, ho smesso di voler avere sempre ragione. E così ho commesso meno errori.

Oggi mi sono reso conto che questo si chiama “semplicità”.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono rifiutato di vivere nel passato e di preoccuparmi del mio futuro. Ora vivo di più nel momento presente, in cui tutto ha un luogo.

È la mia condizione di vita quotidiana e la chiamo “perfezione”.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono reso conto che il mio pensiero può rendermi miserabile e malato.

Ma quando ho chiamato a raccolta le energie del mio cuore, l’intelletto è diventato un compagno importante. Oggi a questa unione do il nome di “saggezza interiore”.

Non dobbiamo continuare a temere i contrasti, i conflitti e i problemi con noi stessi e con gli altri perché perfino le stelle, a volte, si scontrano fra loro dando origine a nuovi mondi. Oggi so che tutto questo è “la vita”.

Infine ti lascio con un commento di Osho Rajneesh su quello che ho scoperto essere il punto più importante su cui devi lavorare per essere felice. Ama te stesso.

Come spiega Osho nel video non si tratta di essere egoisti o narcisisti ma…

7.) Ama te stesso ed osserva – Osho

L’amore è un nutrimento per l’anima. Quello che il cibo è per il corpo, l’amore è per l’anima. Senza cibo il corpo diventa debole, senza amore l’anima diventa debole.

Gli stati, le chiese, gli interessi costituiti non hanno mai voluto che la gente avesse anime forti, perché una persona che ha energia spirituale è necessariamente un ribelle.

L’amore ti rende ribelle, rivoluzionario. L’amore ti dà ali per volare in alto. L’amore ti dà la capacità di vedere all’interno delle cose, in modo che nessuno possa ingannarti, sfruttarti e opprimerti.

I preti e i politici sopravvivono solo grazie al tuo sangue – sopravvivono solo grazie allo sfruttamento. Sono parassiti, tutti, preti e politici.

Per farti diventare debole spiritualmente, hanno scoperto un metodo sicuro, garantito al cento per cento, e cioè quello di insegnarti a non amare te stesso – perché una persona che non si ama non può neanche amare qualcun altro.

È un insegnamento di grande sottigliezza. Dicono di amare gli altri, perché sanno che se non ami te stesso, non puoi amare affatto.

Dicono: Ama gli altri, ama l’umanità, ama Dio, ama tua moglie o tuo marito, i tuoi bambini e i tuoi genitori, ma non amare te stesso, perché amare se stessi è, secondo loro, egoismo.

Condannano l’amore di sé più di qualsiasi altra cosa – e sono riusciti a far apparire i loro insegnamenti del tutto logici.

Dicono: Se ti ami diventerai un egoista, se ti ami diventerai un narcisista. Ma non è affatto vero. Un uomo che si ama, scopre di non avere un ego.

È nell’amare gli altri senza amare se stessi, nel tentativo di amare gli altri, che l’ego nasce.

L’amore non conosce il dovere. Il dovere è un peso, una formalità. L’amore è gioia, condivisione; l’amore è informale.

Chi ama sente di non aver fatto mai abbastanza; chi ama sente sempre che avrebbe potuto fare di più. Non pensa: ‘L’altro ora mi deve qualcosa’.

Al contrario, pensa: ‘Il mio amore è stato accettato, e ora sono in debito. Ho un debito con l’altro, perché ha accettato il mio dono, invece di rifiutarlo’. L’uomo legato al dovere pensa: ‘Sono straordinario, spirituale, il più grande. Guarda come servo gli altri!’.

Un uomo che ama se stesso avrà anche rispetto per se stesso, e un uomo che si ama e si rispetta rispetterà anche gli altri perché sa: ‘Come sono io, sono anche gli altri.

Come a me piacciono il rispetto, l’amore, la dignità, così piacciono anche gli altri’.

Diventa cosciente del fatto che non siamo diversi; per quanto riguarda le cose fondamentali della vita, siamo una cosa sola. Siamo soggetti alla stessa legge: Es dhammo sanantano

L’uomo che ama se stesso ricava tanta gioia da questo amore, diventa così estatico che l’amore inizia a traboccare, e raggiunge anche gli altri. Deve raggiungerli! Se vivi l’amore, devi condividerlo.

Non puoi continuare ad amare te stesso per sempre, perché una cosa ti diventerà chiarissima: se amare una persona, te stesso, è una tale estasi, è così bello, quanta più estasi avrai a disposizione se condividi questo amore con tante altre persone!

A poco a poco le onde si allargano sempre di più. Ami altre persone; poi ami gli animali, gli uccelli, gli alberi, le rocce. Puoi colmare con il tuo amore tutto l’universo.

Un’unica persona può colmare d’amore l’universo, proprio come un sassolino può colmare tutto il lago di increspature, un semplice ciottolo.

L’uomo deve diventare un dio. In caso contrario non ci sarà alcuna realizzazione, alcun soddisfacimento. Ma come puoi diventare un dio? I preti ti dicono che sei un peccatore.

Ti dicono che sei condannato, che andrai sicuramente all’inferno. E fanno in modo che tu abbia paura di amare te stesso.

Ecco perché la gente è così brava a trovare cosa c’è che non va. Trovano cosa c’è che non va in loro, e poi come possono evitare di trovare difetti negli altri? In effetti, non solo li troveranno ma li renderanno anche più grandi, più grandi possibile.

Questo sembra esser l’unico modo di salvarsi; per salvare la faccia, devi farlo per forza. Ecco perché si critica tanto e c’è così poco amore.

Questo è uno dei sutra più profondi di Buddha, e solo una persona illuminata può darti una tale intuizione.
Una persona che ama se stessa può facilmente diventare meditativa, perché la meditazione vuol dire proprio essere con se stessi.

Se ti odi – che è proprio ciò che fai tu, ciò che ti hanno detto di fare, e che tu hai eseguito religiosamente – se ti odi, come puoi stare con te stesso? La meditazione non è altro che il godersi la propria splendida solitudine e celebrare se stessi.

È esattamente questo. La meditazione non è un rapporto, l’altro non è affatto necessario: basti a te stesso. Sei immerso nella tua gloria, nella tua luce. Gioisci perché sei vivo, perché sei.

Il miracolo più grande del mondo è che tu sei e che io sono. Essere è il miracolo più grande, e la meditazione apre le porte a questo grande miracolo.

Ma solo un uomo che ama se stesso è in grado di meditare; altrimenti non fai altro che cercare di sfuggire a te stesso, di evitarti. Chi è che vuole guardare una brutta faccia, e chi vuole penetrare in un essere così brutto?

Chi è che vuole andare in profondità nel proprio fango, nella propria oscurità? Chi vuole andare dentro l’inferno che pensa di essere? Vuoi tenere tutto questo nascosto con fiori bellissimi, e vuoi sempre sfuggire a te stesso.
È per questo che le persone cercano sempre compagnia.

Non possono rimanere con se stessi, vogliono stare con gli altri. La gente cerca compagnia, di qualsiasi genere; pur di evitare se stessi va bene qualsiasi cosa.

Andranno a sedersi al cinema per tre ore per vedere una cosa assolutamente idiota. O leggeranno un giallo per ore, sprecando il loro tempo. Leggeranno più volte lo stesso giornale, solo per tenersi occupati. Giocheranno a carte o a scacchi per ammazzare il tempo… come se ne avessero tanto!

L’amore inizia con te stesso, e poi si diffonde e si allarga, e lo fa per suo conto, non hai bisogno di diffonderlo tu.

‘Ama te stesso’ dice Buddha. E poi aggiunge subito: ‘…e osserva’. Questa è meditazione, questo è il nome che Buddha dà alla meditazione. Ma il primo requisito è di amare te stesso, e solo dopo puoi osservare.

Se non ti ami e inizi a osservare, potrebbe venirti voglia di suicidarti.

Molti buddhisti vorrebbero suicidarsi perché non fanno attenzione alla prima parte del sutra e saltano subito alla seconda parte: osserva te stesso.

In realtà, non ho mai visto nemmeno un commento al Dhammapada, i sutra di Buddha, che abbia prestato attenzione alla prima parte: Ama te stesso.

Socrate dice: Conosci te stesso. Buddha dice: Ama te stesso. E Buddha è quello che ha più ragione perché se non ti ami, non potrai mai conoscerti – conoscersi arriva dopo, quando l’amore ha preparato il terreno.

L’amore è una possibilità di conoscere se stessi, è il modo giusto per conoscersi.

Amati e osserva: oggi, domani e sempre.

Crea intorno a te un’energia d’amore. Ama il tuo corpo e ama la tua mente. Ama tutto il meccanismo, tutto l’organismo. Quando dico amalo, intendo: accettalo com’è, non cercare di reprimerlo.

Reprimiamo solo quando odiamo qualcosa, reprimiamo solo quando siamo contrari. Non reprimere, perché se reprimi, come potrai osservare?

Non possiamo guardare il nemico negli occhi; possiamo solo guardare negli occhi dell’amato. Se non sei l’amante di te stesso non potrai guardare nei tuoi occhi, nel tuo volto, nella tua realtà.

Osservare è meditazione, è il nome di Buddha per la meditazione. Osserva è la parola d’ordine di Buddha. Egli afferma: Sii consapevole, vigile, non essere inconsapevole.

Non comportarti come chi sta dormendo. Non funzionare come una macchina, un robot. La gente funziona proprio così.

Osserva, semplicemente osserva. Buddha non dice cosa devi osservare: è tutto! Quando cammini, osserva il camminare. Quando mangi, osserva il mangiare.

Facendoti la doccia, osserva l’acqua, l’acqua fredda che cade su di te, il brivido che ti corre lungo la schiena, osserva tutto… ‘oggi, domani e sempre’.

Alla fine arriva il momento in cui puoi osservare persino il sonno. Questo è il livello supremo dell’osservare. Il corpo si addormenta, ma l’osservatore è ancora sveglio e guarda silenziosamente il corpo profondamente addormentato.

Questo è il culmine dell’osservare.

Ora come ora è vero proprio l’opposto: il corpo è sveglio, ma tu dormi. Allora sarai sveglio e il tuo corpo dormirà. Il corpo ha bisogno di riposo, ma la tua consapevolezza non ha bisogno di dormire.

La tua consapevolezza è cosciente; è l’essenza stessa dell’essere vigili, quella è la sua vera natura.

Quando la tua capacità di osservare cresce, è come se mettessi le ali, e allora il cielo ti appartiene per intero. L’uomo è l’incontro di terra e cielo, di corpo e anima.

Se ti e’ piaciuto questo articolo leggi anche  “Trova il tuo scopo” la guida definitiva per trovare un “perché” solido che guidi con forza e motivazione la tua vita ogni giorno (anche quando sembra che tutto è perso)

– George Luis


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