Sappiamo quello che vogliamo? Come tracciare la nostra Via consapevolmente

Articolo di Valerio CrescitaIndividuale. com

Scommetto che da piccolo, in un momento apparentemente irrilevante della tua vita, qualcuno ti ha chiesto cosa volevi fare da “grande”.

Anzi, probabilmente ti è successo più volte.

Cos’hai risposto all’epoca? E adesso che stai leggendo questo articolo stai facendo o stai studiando quello che desideravi?

Se la risposta è No, non ti preoccupare.

Ti svelo un segreto.

Da bambini non avevamo la più pallida idea di quello volevamo fare veramente.

Vivevamo in un mondo fatato, pieno di sogni instillati perlopiù dalla televisione e quando vedevamo qualcosa che ci colpiva particolarmente, volevamo farne lo scopo della nostra vita.

Ad esempio durante le scuole medie, il mio compagno di banco, dopo aver visto il film Leon, con l’ottimo Jean Reno, voleva a tutti i costi diventare un assassino.

Questo mio compagno di scuola non aveva la benché minima idea di tutte le implicazioni da considerare per svolgere questo “mestiere”, né sapeva cosa volesse dire togliere la vita a una persona.

Nonostante ciò, per più di un anno, fece una testa così a tutti, insistendo con il fatto che quella era la sua vocazione e che da grande avrebbe svolto il lavoro di assassino.

Con il passare del tempo ho perso quasi completamente i contatti con questo mio vecchio compagno, ma ho avuto notizia che fortunatamente non è diventato un killer.

Questa breve digressione serve per evidenziare il fatto che da bambini siamo estremamente suscettibili agli stimoli esterni e che 

reagiamo in modo molto estremo e spesso stereotipato.

Conosco un nugolo di persone adulte e vaccinate che ancora adesso non ha uno scopo vero nella vita, sei davvero sicuro che tu da 

adolescente possa aver elaborato e trovato una risposta sincera?

Certo, come bambini non avevamo ancora subito tutto il peso della società che ci chiude delle porte e ce ne apre altre ma proprio per questo non avevamo una vera conoscenza di noi stessi, ovvero una consapevolezza indispensabile per dare un senso e uno scopo alla nostra esistenza.

Proprio per questa ragione su Crescita Individuale pongo così fortemente l’accento sulla consapevolezza, senza di essa viaggiamo al buio, privi di una guida e senza sapere dove stiamo andando.

Vediamo allora come applicare la consapevolezza per trovare uno scopo vero nella vita.

Come trovare un senso in mezzo al chiasso

Passo #1 Conosci te stesso

Questa semplice frase riecheggia nel tempo da millenni e ancora adesso è attuale e profonda.

Un antico saggio Cinese ha scritto che se conosciamo noi stessi possiamo comprendere il mondo e coloro che vi abitano e di conseguenza vivere in modo consapevole.

Insomma, qualunque sia la tua destinazione devi conoscere il tuo mezzo: te stesso.

Per farlo ci aiutano delle domande che come forse saprai, sono uno dei metodi più potenti per scavare dentro se stessi.

Vediamone alcune.

  • Quali sono i tuoi valori?
  • Quali persone arricchiscono il tuo percorso?
  • Quali individui camminano con te?
  • Quali eredità vorresti lasciare al mondo?
  • Quali sono le attività che arricchiscono te stesso e le persone intorno a te?

Queste domande servono per costruire un campo base da cui partire e con cui essere coerenti.

Se ritieni fondamentale il valore dell’onestà ad esempio, puoi escludere tutta una serie di strade da percorrere.

Similmente se ritieni vitale una persona nella tua vita, la lista di possibilità si definisce ancora meglio.

Avendo un campo base solido possiamo trovare una strada compatibile e coerente con la persona che siamo o che desideriamo essere.

Vediamo adesso il secondo passo per trovare la propria strada.

Passo #2 Esplora e scopri

Nel momento in cui conosciamo profondamente noi stessi possiamo esplorare il mondo intorno a noi con nuovi occhi.

Sembra una frase apparentemente con poco senso ma in realtà una consapevolezza superiore porta a percepire tutto con degli occhi e con un cuore completamente diversi.

Durante il mio percorso nella Via delle arti marziali ho partecipato a diverse sesshin di meditazione con maestri prevalentemente Giapponesi.

Si entrava in monastero con il peso della società, dei media e di tutto lo stress che avevamo accumulato, ma attraverso la meditazione e lo stile di vita radicalmente differente, (per esempio la sveglia era alle 4 del mattino) si raggiungeva uno stato mentale diverso da quello con cui si era entrati.

Alla fine della sessione si tornava a casa e sembrava di immergersi in un mondo completamento diverso da come lo avevamo lasciato, anche se non era cambiato nulla, eravamo noi che avevamo nuovi occhi.

La citazione di Marcel Proust è sempre significativa.

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.

Capirai quindi che esplorare non significa necessariamente visitare luoghi lontani o lanciarsi in sport estremi, ma piuttosto guardare il mondo esterno in modo differente.

Scoprire nuove culture e fare esperienze straordinarie è importante, ma se non modifichiamo il nostro modo di osservare, possiamo viaggiare in tutto il mondo senza vedere nulla.

Conclusioni importanti

Come avrai compreso, trovare un senso, uno scopo o una strada da percorrere è un viaggio dentro di noi.

Come dicevo all’inizio, non possiamo più permetterci di affidare tutta la responsabilità del nostro percorso ai noi stessi bambini.

Ovviamente possiamo valutare chi eravamo e cosa desideravamo, ma più di tutto dobbiamo considerare chi siamo adesso e quali sono oggi i nostri valori, senza farci ingannare dai media come invece accadeva quando eravamo ragazzi.

Dobbiamo tenere la mente sufficientemente aperta per capire che potremmo non sapere ancora qual è la nostra strada, specialmente se siamo giovani, e che i percorsi disegnati da qualcuno come scuole, università, carriere o mestieri, ci precludono la possibilità di disegnare il nostro percorso unico e speciale.

Spero con questo articolo di aver aumentato la tua consapevolezza, se ti va, fai un salto sul mio blog.

Alla prossima

Valerio

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